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Rua Muro °

La Guida di Modena

Rua Muro °

 

da Via Emilia Centro a Largo San Francesco
 

La strada prende il nome da un’antica opera difensiva del XII secolo e ne segue il tracciato curvilineo, in quella parte sud del centro storico che ha conservato la pianta medievale circolare.
Cominciando da largo degli Erri, circa di fronte a largo Muratori (via Emilia°°), e procedendo verso sud, non si può non notare, tra i civici 27 e 29, la meravigliosa prospettiva sulla Ghirlandina, lungo vicolo Coccapani e via Sant’Eufemia.
Si susseguono poi numerosi palazzi storici. Al numero 39, si possono notare uno dei tanti esempi di numerazione civica voluta da Ercole III nel Settecento (sulla sinistra, con la E propria del quartiere) e, a destra, lo stemma IHS 1855, a memoria del terribile colera di quell’anno.
Al n° 60, palazzo Ferrari Moreni, rinascimentale, con portico a cinque archi, capitelli di marmo e un grazioso cortile. Alla sua sinistra, al n° 62, palazzo Montecuccoli Laderchi, del XVII secolo. Nella casa al numero 57, invece, morì nel 1909 Giulio Malmusi, diplomatico e ministro plenipotenziario del Re d’Italia. Sulla sinistra si apre via de’ Correggi: al n° 15 l’ingresso al cortile della caserma di Santa Chiara. Sulla destra, vicolo dell’Eremita conduce a via Sant’Agostino.
Al n° 59 l’ingresso su rua Muro della grande caserma di Santa Chiara. Sorto sul luogo di un antico convento delle Clarisse, l’edificio fu ricostruito nel 1839 per i Gesuiti, poi, con l’Unità d’Italia, venne trasformato in caserma; i bombardamenti del 1944 ne hanno menomato un lato – ecco il motivo delle finestre che si aprono sul vuoto interno.
Poco più avanti, due palazzi in mattoni: al 76 casa Castelvetro, del 1538, con il busto del letterato Ludovico all’angolo; al 78 palazzo Ghisellini o dei Buoi o, più comunemente, palazzo Sertorio (fu della famiglia dal 1512), del XV secolo, su modello ferrarese, con bei fregi in cotto.
Oltre Santa Chiara, via degli Adelardi conduce alla chiesa di San Barnaba°°. Infine, dopo la curva verso est, al n° 96 l’elegante palazzo Bassoli, ridisegnato nel 1885 dall’architetto Vincenzo Maestri.
Dopo pochi metri si giunge nel largo della chiesa di  San Francesco°.