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Piazza Roma °°

La Guida di Modena

Piazza Roma °°

 

al fondo a Via Farini
 

Se lo stupefacente Palazzo Ducale°° è il protagonista, piazza Roma ne è il degno palcoscenico. Ampio spazio rettangolare, la piazza servì, ai tempi del ducato, come luogo per le celebrazioni ufficiali, per gli spettacoli offerti dalla corte ai sudditi nelle ricorrenze più importanti, per il ricevimento, prima dell’ingresso a palazzo, di Re e Papi in visita agli Este.

Sulla destra della facciata si erge il monumento a Ciro Menotti, il grande patriota modenese protagonista dei moti del 1831 (dopotutto lo stesso Garibaldi, in suo onore, chiamò suo figlio Menotti…). La scultura venne realizzata nel 1880 da Cesare Sighinolfi: l’eroe, in piedi e reggente una bandiera, guarda verso il Palazzo Ducale°°, esattamente in direzione di quel meraviglioso salottino d’oro zecchino in cui con tutta probabilità il Duca Francesco IV firmò la sua condanna a morte. Sul basamento, in alcuni medaglioni, stanno i suoi compagni di sventura: don Giuseppe Andreoli, Vincenzo Borelli, Giuseppe Ricci e Anacarsi Nardi.

Il grande edificio con portico e timpano al numero 37 è il palazzo dell’Intendenza Camerale: le precedenti case che qui sorgevano furono acquistate e così trasformate dal Duca negli anni 1836-8, ad uso della corte bisognosa di sempre nuovi spazi. Proprio di fronte al Palazzo Ducale°°, si aprono largo San Giorgio°, con l’omonima chiesa barocca, e via Farini°. A sinistra del Palazzo, addossata contro la casa rossa, sta la Fonte d’Abisso, una graziosa fontanella di acqua purissima che sgorga da una sorgiva naturale di cui il terreno è ricco. Poco oltre si apre piazza San Domenico°.

Tra le finestre del piano terra del Palazzo Ducale°° sono poi affisse alcune targhe commemorative. Partendo da destra: in onore di Luigi Carlo Farini, colui che, subito prima dell’Unità d’Italia, governò, avendo sede nel Palazzo, le province emiliane al fine di ricondurle sotto il dominio di Re Vittorio Emanuele II di Savoia. La seconda ricorda invece il patriota Giuseppe Malmusi e le vicende che portarono alla cacciata degli Este e all’annessione al Piemonte. Dall’altro lato del portone principale, la prima targa ricorda la decisione, presa proprio dentro il castello nel 1797, di adottare il tricolore italiano, attuale vessillo di Stato, come simbolo della Repubblica Cisalpina; la seconda è dedicata a Manfredo Fanti, il generale risorgimentale compagno di Ciro Menotti; la terza, infine, la più recente, commemora la Medaglia d’Oro conferita alla città per la Resistenza partigiana.