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Palazzo dei Musei (Musei) °

La Guida di Modena

Palazzo dei Musei (Musei) °

 

Piazza Sant'Agostino
Aperto feriali 8.30-19.30
              festivi 9.30-19.30
Ingresso gratuito
059 2033125
Vedi anche Palazzo dei Musei (Palazzo)°°
 

Il grande Palazzo dei Musei è occupato, dalla fine dell’Ottocento, da numerose istituzioni culturali, che si collocano in tutta la sua ampie superficie costituendo senza dubbio il più importante centro museale modenese.
Di seguito saranno analizzati: il Museo Lapidario estense; la Biblioteca d’Arte Luigi Poletti; la gipsoteca Giuseppe Graziosi; l’Archivio Storico Comunale e la Biblioteca estense.
Si dedica una pagina apposita a Museo Civico Archeologico Etnologico e Museo Civico d’Arte Medievale e Moderna°° (sono uniti in un unico percorso di visita).
Anche il gioiello più rilevante del Palazzo, ovvero la Galleria Estense°°, sicuramente una delle maggiori pinacoteche italiane, sarà, per la sua rilevanza, esaminata a parte.

 

Museo Lapidario Estense di Modena

Modena è una città ‘continua’, in cui i reperti via via affioranti servirono, nelle varie epoche, per l’edificazione di nuove costruzioni (il Duomo in particolare è un meraviglioso esempio di riutilizzo). Le opere furono raccolte per la prima volta ordinatamente negli anni Trenta dell’Ottocento dal Duca Francesco IV. Ecco così che, sotto le ampie volte del cortile principale del palazzo, attorno alla bella statua del duca di Ferrara Borso d’Este, sono collocati centinaia di preziosi reperti.
In particolare, si tratta di sarcofagi, steli, colonne, iscrizioni di epoca romana, talvolta riutilizzati dalle nobili famiglie cittadine per vari scopi nei secoli del medioevo. È qui presente l’antica colonna della pietra, un tempo presso via Farini°. Sono anche conservate opere più recenti, come cantorie e sculture risalenti prevalentemente ai secoli XIII-XVII. Nel cortile adiacente al primo, sotto la copertura di vetro, è il cosiddetto Museo Lapidario Romano, in cui troneggia l’ara di Vetilia, un importante monumento funebre di epoca romana (peraltro perfettamente conservato) ritrovato pochi anni or sono durante scavi edilizi, oltre a un bel mosaico di una domus romana.
 

Gipsoteca Giuseppe Graziosi di Modena

In fondo al cortile principale del Palazzo, due sale ospitano una considerevole raccolta di gessi, bronzi, dipinti, incisioni e disegni di Giuseppe Graziosi (Savignano sul Panaro 1879 – Firenze 1942), il maggiore artista modenese dei primi anni del Novecento (sua, per esempio, la Fontana dei Fiumi in largo Garibaldi).
 

Biblioteca d’Arte Luigi Poletti di Modena

Luigi Poletti (Modena 1792 – Milano 1869) fu un grande architetto modenese della metà dell’Ottocento, invero uno dei maggiori esponenti del neoclassicismo italiano (suoi i lavori per la colonna dell’Immacolata o per la basilica di San Paolo fuori le mura a Roma, per il Tempio canoviano di Possagno o per il teatro di Rimini). Alla morte, decise di donare le sue vaste collezioni di volumi di architettura, ingegneria e arte alla comunità: molto ampliate grazie a donazioni successive, esse sono tutt’oggi visibili nella biblioteca che ne porta il nome.
 

Archivio Storico Comunale di Modena

Se l’Archivio di Stato° di corso Cavour è il più antico dell’Italia unita, l’Archivio Comunale conserva documenti non meno interessanti, anche perché, a differenza di altre città, non fu menomato nel tempo né le sue collezioni furono consegnate all’archivio statale – proprio per questo può senza dubbio essere annoverato tra i più prestigiosi del nord Italia.
Su affascinanti scaffalature, che si snodano per circa sette/otto chilometri, sono dunque conservati tutti gli atti del libero comune e della città sotto il dominio estense, fino almeno all’Ottocento. Tra i documenti, occorre ricordare il più antico, che risale al 969 (relativo all’abbazia di Nonantola), nonché Statuta Civitatis (i più antichi sono del 1327), Statuti delle Arti, due copie manoscritte della Secchia Rapita di Alessandro Tassoni e la precisissima cartina del distretto di Modena realizzata dal Boccabadati a metà del Seicento.
 

Biblioteca Estense Universitaria di Modena

La Biblioteca Estense venne aperta al pubblico nel 1764 per volere del Duca Francesco III. Le sue collezioni sono tra le più importanti in Italia: si tratta infatti delle opere acquistate dai Duchi estensi sin da quando (già nel XIV secolo) erano stabiliti a Ferrara. Bibliotecari furono tra l’altro, nel Settecento, due tra i maggiori eruditi modenesi, come il Muratori e il Tiraboschi. Sempre arricchita da nuovi lasciti e acquisti, accostata alla biblioteca dell’Università nella sede di  Palazzo dei Musei°° alla fine dell’Ottocento, ha preso recentemente l’appellativo unico di ‘estense universitaria’.
Molto interessanti sono le scaffalature autentiche disegnate nel Settecento dal Termanini.
La sala espositiva permanente di alcuni tra i pezzi migliori è la cosiddetta sala Campori. Da non perdere sono: la Bibbia di Borso d’Este (sec. XV: secondo Guido Piovene senza dubbio la più bella in Italia, la cui unica pecca è semmai l’esagerazione nello sfarzo); la Charta del Navigare (o del Cantino, 1502, realizzata a Lisbona, una delle prima al mondo da cui si evince, segnati i viaggi di Cristoforo Colombo di appena dieci anni prima, la rotondità della Terra!); il mappamondo catalano del Quattrocento, il Breviario di Ercole I d’Este, il trattato De Sphaera (XV secolo).

 

[Le immagini da 1 a 11 sono del sito web della Biblioteca Estense su gentile concessione, da 12 a 33 sono dell'Autore dietro gentile autorizzazione, da 34 a 40 sono su gentile concessione dell'Archivio Comunale]