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Galleria Estense °°

La Guida di Modena

Galleria Estense °°

 

La Galleria è stata riaperta, dopo importanti restauri
seguiti al sisma del 2012, il 29 maggio 2015.
Aperto ​lun e dom 14-19.30, mar-sab 8.30-19
             prima dom del mese 8.30-19 gratuito
Biglietto 4 euro intero, 2 euro ridotto
                riduzioni e gratuità come musei statali
App gratuita
059 4395711
galleriaestense.org
Vedi anche Palazzo dei Musei (Musei)°
                      Palazzo dei Musei (Palazzo)°°
 

La Galleria Estense di Modena, erede della plurisecolare vicenda di collezionismo d'arte legato alla famiglia degli Este, è una delle più importanti e più antiche Gallerie Nazionali d'Italia. Ad una ricchissima quadreria si aggiungono un'importante raccolta grafica (disegni, stampe, matrici silografiche), una sceltissima collezione di sculture, antiche e moderne, una significativa selezione di arti decorative (metalli, vetri, avori, maioliche, ceramiche, mobili e arredi) e una raccolta numismatica tra le più cospicue del mondo (monete antiche e moderne, medaglie e placchette, sigilli, coni e punzoni).

La raccolta trae origine dalle favolose collezioni degli Este, dapprima Marchesi, poi Duchi di Ferrara, che si trasferirono nel 1598 a Modena, dove le raccolte vennero prevalentemente alloggiate nel nuovo e sontuoso Palazzo Ducale°°, edificato a partire dal 1630 attorno ad un nucleo di origine medievale (vedi la pagina sulla storia della città)

Le collezioni riflettono i poliedrici e raffinati gusti degli Estensi, indirizzati non solo alla pittura e alla scultura, ma anche verso le antichità e le arti decorative, la grafica e la numismatica. Particolarmente significativo è il nucleo della quadreria, che presenta soprattutto capolavori della pittura emiliana dal XIV al XVIII secolo, da Cosmè Tura al Correggio, dai Carracci a Guercino a Guido Reni.

Al generoso mecenatismo del duca Francesco I d'Este (1629-1659) si devono i due maggiori capolavori che la Galleria conserva, il suo ritratto ad opera di Diego Velázquez (1638-1639) e il meraviglioso busto in marmo di Gian Lorenzo Bernini (1650-51).

Dopo la vendita di cento capolavori all'Elettore di Sassonia nel 1746 (la cosiddetta ‘vendita di Dresda’) e il drammatico periodo delle spoliazioni napoleoniche, le raccolte si arricchirono ulteriormente attraverso acquisti, doni e lasciti, fra i quali spiccano quelli delle collezioni di Tommaso degli Obizzi (Trittico di El Greco) e di Giuseppe Campori (Madonna col Bambino del Correggio).

Nel 1854 la Galleria fu aperta al pubblico nella storica sede di Palazzo Ducale°°. Lasciata in eredità alla città dall'ultimo duca, Francesco V d'Austria-Este, la Galleria venne in seguito trasferita nel monumentale Palazzo dei Musei°°, già Albergo dei poveri, destinato ad ospitare le più importanti istituzioni culturali della città. Nella nuova collocazione la rinnovata Galleria Estense venne riaperta al pubblico il 3 giugno del 1894, dopo un'importante opera di riordino ad opera di uno dei maggiori storici dell'arte italiani, Adolfo Venturi, che nel 1882 aveva pubblicato un volume, tuttora fondamentale, sulla storia delle collezioni estensi. L'attuale aspetto della Galleria è il frutto di un'importante opera di riassetto museografico ad opera dell'architetto Leone Pancaldi realizzato fra il 1968 e il 1975, sottoposto in anni recenti ai necessari adeguamenti per rimanere al passo con le nuove esigenze del pubblico.


La Galleria espone 609 opere: 327 dipinti, 40 sculture e 242 oggetti pregiati. Ecco un elenco delle più interessanti.
Gian Lorenzo Bernini, Busto del Duca Francesco I d’Este; Tommaso da Modena, Altarolo portatile; Barnaba da Modena, Altarolo portatile; Agnolo e Bartolomeo degli Erri, SS. Geminiano e Andrea; Bartolomeo Bonascia, Pietà; Cosmè Tura, S. Antonio da Padova; Francesco Bianchi Ferrari, Crocifissione, Annunciazione, Noli me tangere; Cristoforo da Lendinara, Madonna col Bambino; l’Antico, Vaso Gonzaga; Lorenzo di Credi, San Sebastiano; Joos van Cleve, Madonna col Bambino e Sant’Anna; Albrecht Bouts, S. Cristoforo; Mabuse, Madonna col Bambino; Cima da Conegliano, Pietà; Girolamo Mocetto, Testa di ragazzo, Boccaccio Boccaccino, Madonna col bambino e due pastori; Giovan Battista Giacomelli, Arpa Estense; Niccolò dell’Arca, Busto di Santa monaca; Guido Mazzoni, Testa virile; Nicolò dell’Abate, Battuta di caccia; Lelio Orsi, Pietà; Antonio Allegri detto il Correggio, Madonna col Bambino; Antonio Begarelli, Madonna col Bambino; Giovanni Luteri detto Dosso Dossi, Madonna in trono, Madonna col Bambino, Ritratto di buffone; Prospero Spani, Busto di Ercole II; Lelio Orsi, Martirio di Santa Caterina; Domenico Thetocopuli detto El Greco, Trittichetto portatile; il Garofalo, Madonna col Bambino; Pellegrino Munari, Natività; Bartolomeo Schedoni, Madonna col Bambino; Francesco Vellani, Sposalizio di Santa Caterina; Diego Rodriguez de Silva y Velazquez, Ritratto del Duca Francesco I; Ercole dell’Abate, Ritratto di letterato; Ludovico Lana, Ritratto di giovinetto; bottega di Pietro Paolo Rubens, Adorazione dei Magi; Charles le Brun, Nozze di Mosè e Sefora; Sigismondo Caula, San Carlo Borromeo; Raffaele Rinaldi detto il Menia, Ruderi con vedute; Rosalba Carriera, Ritratto di donna; Luca Carlevarijs, Fiera di Piazza San Marco, Veduta del porto di Livorno; Francesco Guardi, Isola di San Giorgio Maggiore; Jacopo Robusti detto il Tintoretto, Metamorfosi di Ovidio; Paolo Caliari detto il Veronese, San Giovanni Battista; Jacopo da Ponte detto il Bassano, Santi Pietro e Paolo; Jacopo Negretti detto Palma il Giovane, Visitazione; Alessandro Varotari detto il Padovanino, Sposalizio di Santa Caterina; Guido Reni, S. Rocco in carcere, Crocifissione; Ludovico Carracci, Assunzione; Annibale Carracci, Venere; Agostino Carracci, Plutone; Giovanni Andrea Donducci detto il Mastelletta, Ritrovamento di Mosè; Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino, Martirio di San Pietro, Marte, Venere e Amore, Ritratto di vecchio; Cristoforo Munari, Natura morta; Lionello Spada, Buona Ventura; Giovanni Boulanger, Ritratto; Ippolito Scarsella detto lo Scarsellino, Natività; Leone Leoni, Scrittoio da viaggio; Giovan Battista Crespi detto il Cerano, Sant’Ignazio; Daniele Crespi, Incoronazione della Vergine; Francesco del Cairo, La buona ventura; Salvator Rosa, Paesaggio con Erminia, Veduta di una baia.

 

[Le immagini sono su gentile concessione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo - Archivio Fotografico della Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici di Modena]